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Ogni tanto, quando si
presenta una qualche particolare occasione, tento di far
allevare alla coppia di AGI i nati delle balie e qualche
volta le cose vanno bene, ma io non mi illudo, perché
penso che con i propri nati, che alla schiusa sono meno
vivaci di quelli delle balie, il successo non sarebbe
stato lo stesso. Comunque, in questi casi
"confortanti" mi premunisco di registrare
questo aspetto positivo della rusticità che mi servirà
lanno successivo quale criterio selettivo nel caso
fossi incerto nella scelta fra due soggetti. Raccomando
anche di registrare sempre nei libri di allevamento ogni
caratteristica, positiva o negativa che sia, dei singoli
soggetti, sia per favorire la scelta dei riproduttori,
sia per informare della situazione gli allevatori con i
quali eventualmente faccio dei cambi. A questo
proposito, devo dire però che, al punto cui sono
arrivato, preferisco utilizzare quali riproduttori solo i
miei soggetti, in quanto fanno parte di un
"ceppo" ormai consolidato, del quale conosco
"vita, morte e miracoli" e del quale fanno
parte delle linee di sangue di soggetti bianchi di
particolare bellezza.
Non direi il vero se affermassi che questo mio ceppo,
indubbiamente ai primi posti in fatto di tipicità, lo è
altrettanto in fatto di rusticità. LAGI come del
resto i Parigini di maggior pregio, riserva spesso delle
brutte sorprese ed è proprio lo stato di impotenza di
fronte agli eventi negativi, fra i quali i non rari
improvvisi malori o gli improvvisi decessi, quello che ha
scoraggiato anche alcuni fra gli appassionati più
tenaci, i quali hanno finito per rivolgere le loro
attenzioni a razze meno impegnative.
In tanti anni di gioie e sofferenze vissuti curando
questo mio hobby, mi sono fatto una mia filosofia,
diciamo così, "fatalista". Quando perdo uno
splendido soggetto sul quale avevo riposto molte
speranze, mi affretto a registrare il "lutto"
nei libri di allevamento e cerco di levarmelo subito
dalla testa in modo che tutto finisca lì, consolandomi
anche con il pensiero che il DNA di quel soggetto, in fin
dei conti è presente in vari altri esemplari tuttora
vivi e vegeti. E poi, con la solita retorica, mi dico che
in fin dei conti nella vita ci sono cose ben più
importanti dei canarini.
  
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