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Mi si contesterà che ,
relativamente alla testa, così facendo permane nel mio
ceppo una certa percentuale di connotati impropri. Ciò
è vero, ma questo non mi preoccupa, perché la tipicità
che io ormai ho raggiunto, e alla quale posso in ogni
momento far ricorso con accoppiamenti adeguati, è
garanzia per il mantenimento di un ceppo che, pur con un
minimo di eterogeneità residua, è in grado di fornire
ogni anno una notevole percentuale di soggetti con
cappucci completi e voluminosi; ciò che, secondo me, è
il massimo che attualmente è possibile ottenere sui
connotati di questa Razza, come del resto su quelli del
Parigino. Voglio mettere in evidenza che alla base di
tutto questo miglioramento razziale sta il reclutamento
nel ceppo che va "purificandosi" nel tempo, e
quindi nei singoli soggetti che da esso ogni anno
prendono vita, del massimo numero di quelle numerose
" piccole mutazioni" che sono alla base
delleredità quantitativa. Insisto sul concetto di reclutamento
poiché esso comprende anche quello di quei "geni
modificati", di cui la genetica ci parla ormai da
molti anni, quali "geni secondari" dalla somma
totale dei quali un carattere si manifesta nella sua
massima espressione. Fra tutti questi "geni dal
contributo parziale", in gran parte ereditati dal
Parigino, certamente ce nè qualcuno, uno, due,
dieci, non saprei, presenti solo nellAGI, che sono
responsabili della tendenza in avanti del piumaggio.
Io penso che il mio ceppo, e certamente anche quelli
di altri allevatori, ne abbia "reclutati"
molti, se non tutti, di questi "piccoli
contributi" e questo è ciò che garantisce la
stabilità di un "ceppo".
  
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